Se ne desume, quindi, che Superman abbia rubato lo sciroppo.

Coretti, Bottini, Garrone, Franti, Precossi, Crossi, Derossi, Muratorino, Stardi.
Avevo otto anni come i protagonisti di Cuore, andavo in una scuola dove i principi di educazione, serietà e rispetto erano severi e un po' fuori dal tempo, e anche da me c'era un Franti, un Garrone, un Derossi e un "Muso di Congilio". Facile, dunque, immedesimarsi in quella storia che oggi viene troppo spesso liquidata come buonista, mielosa e moralista.
Per quasi 25 anni, quei personaggi restano semi-seppelliti nella mia memoria. Ho atteso per molto tempo una riedizione dello sceneggiato fino a quando, pochi mesi fa, finalmente, è uscito il cofanetto che racchiude tutti e sei gli episodi. Contrariamente alla mia etica, l'ho comperato a prezzo pieno, tanto era il mio desiderio di rivederlo.
Questa notte ho aperto il cofanetto e ne sono usciti, perfettamente intatti, i personaggi di allora. Proprio come li ricordavo. Johnny Dorelli con la sua bella voce calma e pacata. La De Sio, ancora bellissima e non inacidita dal tempo, Eduardo De Filippo nel suo ultimo ruolo (morì 13 giorni dopo la messa in onda dell'episodio), e quei volti di bimbi a me così familiari anche se non li ho più rivisti per un quarto di secolo.
Completamente travolto dalle emozioni, una cosa mi ha colpito più delle altre. Un episodio in cui Garrone e Muratorino vanno a giocare a casa di Enrico. Muratorino è sporco di calce perché ha accompagnato il padre al cantiere, e quando si alza dalla poltrona su cui giocava la lascia tutta impolverata. Rimasto solo con il padre nella stanza Enrico si affretta a spolverarla, ma viene ripreso dal genitore: "Se ti vedesse potrebbe offendersi. Il lavoro non sporca mai, e non disonora mai".
Non ho mai esultato platealmente per un buon voto, o una soddisfazione personale, per non infierire su chi non l'aveva ricevuti. Ho sempre creduto all'amicizia sopra a ogni cosa. Probabilmente senza saperlo, già allora provavo un profondo rispetto per le classi operaie, quelle più povere, che venivano ritratte eroicamente, dedite al sacrificio. Con certe persone anziane sono arrivato a mentire, fingendomi sordo, dolorante o smemorato per non far sentire loro il peso degli anni.
Ma in pochissimi, rarissimi casi, l'ho fatto consapevolmente, volutamente e per ferire.
- Mentre su Raiuno, Raidue e Canale 5 va in onda LO STESSO gioco a quiz condotto da Carlo Conti, Enrico Brignano e Amadeus, l'ammiraglia della Svizzera Italiana trasmette nell'ordine: un'inchiesta sulle adozioni in India e il commercio di bambini, un documentario sulla comunità cristiana in Palestina, con approfondimenti sulle altre due religioni monoteiste.
- È curioso come la domanda "Bisogna pagare il canone Rai se si è in possesso di un apparecchio radiofonico?" (Non più. Dal 1997.) venga posta in un gioco a premi di Raiuno a pochi giorni dall'ultimo dell'anno.
- Mentre il telegiornale di stato italiano interroga la gente della strada sul clima ("Speriamo non nevichi. Non mi piace la neve"), ci mostra come si festeggia il Natale a Vattelapesca (ehi, ma c'è anche Michele Placido!), o intervista l'amica della ragazza uccisa mentre gioca col cane (che batuffoletto carino!), quello svizzero fa il giro del mondo, parlando della crisi degli ostaggi fra Colombia e Venezuela, delle frane a Giava, delle elezioni in Kenya e trova pure il tempo di promuovere la donazione del sangue che, durante le festività, scarseggia.
- Su Canale 5 viene mostrata la morte del calciatore spagnolo Antonio Puerta, avvenuta lo scorso agosto. "Il momento del 2007 che rimarrà impresso indelebilmente in tutte le nostre memorie".