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sabato, 26 maggio 2007

2003 / 2004

Dal momento che la scienza riesce a spiegare così bene le reazioni chimiche che provocano le varie emozioni, si può concludere che l’amore non esiste. Così come non esiste il dolore, non esiste la gioia, non esiste il piacere. O meglio, siamo noi a dare a ogni emozione il relativo significato.

C’è una teoria secondo la quale un colore non è lo stesso colore agli occhi di persone differenti. Convenzionalmente il nome della gradazione è comune a tutte le persone, però la tinta può essere diversa per ognuno.

Chi ci dice che non sia la stessa cosa per le emozioni? Che quello che pensiamo sia odio, per altri non sia amore? Che quello che per noi è fastidio, per gli altri non è conforto?

Improvvisamente potresti accorgerti che l’amore che pensavi ti sostenesse da mesi, in realtà era solo orgoglio. L’incapacità di ammettere il proprio errore. Aver riposto in una persona la propria fiducia e speranze che sono andate vane. E averci ricreduto. E averle riviste svanire. E riaverci ricreduto. E riaverle riviste svanire. E ri e ri e ri.

Non è amore, questo. È l’inconscio mea culpa che ripete: “sei tu la causa”. Credere di poter rimediare, di vedere qualcosa attraverso un muro di cemento armato. Ma al di là della parete non c’è nulla. E se anche ci fosse stato, non avresti potuto vederlo. Perché… perché è un muro, imbecille! Non si può vedere attraverso i muri! Anche se i fumetti degli anni settanta ti vendevano il kit per spiare il tuo vicino!

Alla fine ti rendi conto che sei leggero, perché realizzi di aver malinterpretato il colore dell’amore, e che non era rosso-passione, ma grigio-accanimento.

Però sei anche triste, perché hai perso, hai fallito. E se non fosse tristezza? Forse è gioia. Felicità per aver risolto definitivamente il tuo personale cubo di Rubik. E i colori sono tornati tutti al loro posto.
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sabato, 19 maggio 2007

Settembre 2000
A Pablo e Emilio Gonzales

1954    Pippo, Pluto & Un Messicano alla Riscossa
(Loco, el perro y Un Mexicano a la riscossa, Usa-Mex, col, 8m.) D: Unknown. Voices: Orson Welles

[Cortometraggio Disney. Pippo porta in campeggio Pluto e vanno in Messico. Dopo aver assistito a una corrida nella quale il Toro prende a cornate Pippo, i due vanno a dormire in tenda. Quando il toro, slegatosi, andrà a cercare la persona che si è beffata di lui nel pomeriggio, interviene Un Messicano (che passava di lì per caso) che lo prende letteralmente per le corna, salvando Pippo e Pluto che nel frattempo si sono arrampicati su un albero.]

1963    Un Messicano tutto matto (Un Mexicano todo loco, Mex, col, 92m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Carmen Gutierrez, Rodrigo Esteban.

[Il primo, storico film. Un gruppo di amici di cui fa parte l’antipatico Manolo (Esteban) parte per le vacanze, ma Un Messicano viene sempre deriso dagli altri e soprattutto da Manolo perché un po’ goffo. Finirà col perdersi e separarsi dal gruppo assieme al suo fido asinello, ma le loro azioni, involontariamente, salveranno una bella ragazza (Gutierrez) in pericolo. Divertimento puro.]

1964    Un Messicano colpisce ancora (Un Mexicano colpisce nuevamente, Mex, col, 87m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Carmen Gutierrez, Rodrigo Esteban.

[Sequel di grande successo: Un Messicano e la sua nuova fidanzata (Gutierrez) girano per il Messico in cerca di una casa dove metter su famiglia, ma si rivolgono all’agente Manolo
(Esteban), alquanto imbranato...]

1966    Un Messicano in Messico (Un Mexicano en Mexico, Mex, col, 102m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Sonia Gaspacho, Rodrigo Esteban.

[Un Messicano ha visto la sua famiglia massacrata dalla banda del crudele Manolo (Esteban) e comprende che più nulla lo lega alla sua casa. Decide quindi di arruolarsi nelle fila dell’esercito rivoluzionario zapatista, ma proprio qui scoprirà che il braccio destro di Zapata è il crudele Manolo (Esteban).]

1968    Un Messicano nello spazio (Un Mexicano en lo espacio, Mex, col, 124m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Alicia Martinez, Alonzo  Enriquez, Josè Iglesias.

[Ispirato a 2001 Odissea nello spazio: celebre la sequenza di Un Messicano in tuta da astronauta con il poncho e il sombrero, mentre galleggia nel vuoto sulle note de La Cucaracha. Stanley Kubrick ebbe a dire: «Confesso che quando uscì ‘Un Messicano nello spazio’ ero indeciso se rimettermi nuovamente dietro la macchina da presa. Quel film, partito da uno spunto sciocco e noioso come quello di ‘2001: Odissea nello spazio’ era un gioiello di perfezione che nessuno potrà mai replicare. Ogni mio film successivo deve qualcosa a questa pellicola». La storia è quella dell’umanità raccontata attraverso un monolitico cactus.]

1969    Un Messicano Più Pazzo del Mondo (Un Mexicano mas loco del mundo, Mex, col, 84m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Roberto Santa Cruz, Maria Carreras.

[Un’incursione nel demenziale a episodi, con sketch derivati da barzellette messicane.]

1969    Un Messicano in un Pasticcio (Un Mexicano muy inguaiado, Mex, col, 90m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, John Geiger, Natalia Escucha.

[Omaggio alle comiche slapstick. Un Messicano si rende improvvisamente conto che il suo burrito Lorenzo gira sempre nudo e decide di comperargli un vestito. Seguono gag a ritmo serrato.]

1970    Un Messicano a Los Angeles (Un Mexicano a Los Angeles, Mex, col, 97m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Rita Rodriguez, Antonio Cabeza.

[Il massimo successo della serie. Un Messicano arriva a Hollywood e decide di fare del cinema, ma incontra un impresario senza scrupoli (Cabeza) che gli fa svolgere i lavori di casa e commissioni varie senza mai presentarlo a un provino. Compreso il trucco, Emilio si licenzia e mentre gira per il Sunset Boulevard in groppa al suo asinello, viene notato dal più grande produttore di Hollywood.]

1970    Un Messicano a New York (Un Mexicano a Nueva York, Mex, col, 93m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Rosita Elfian, Stella Del Pilar.

[Dopo il successo a Hollywood decide di prendersi una vacanza e andare a New York per trovare suo fratello Emiliano. Ma questi ha deciso proprio quel giorno di trasferirsi a Los Angeles. Una corsa contro il tempo per fermare il fratello prima della partenza.]

1971    Andy Warhol's Un Messicano (Un Mexicano - de Andi Uàrol, Usa-Mex, b/w, 832m.) D: Andy Warhol - Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Lou Reed, John Lennon, Roman Polansky.

[La pellicola più artistica ma la meno compresa. Nelle prime due ore Un Messicano dorme e viene ripreso a letto. Poi va a vedere un concerto in un club di New York tenuto dal solo Lou Reed senza Velvet Underground. Qui incontra John Lennon che lo invita a casa sua a un party (che dura cinque ore) perché Yoko Ono è in Europa. Arriva Roman Polansky e parlano per tre ore.]

1973    Un Messicano contro Dracula (Un Mexicano y los vampiros, GB-Mex, col, 112m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Christopher Lee, Manola Gutierrez.

[Un Messicano arriva in Spagna e per colpa della pioggia chiede asilo in un castello. Si tratta, però, della residenza estiva del Conte Dracula, nella quale vengono invitati i vampiri di tutto il mondo.]

1975    Un Messicano alla corte di Re Artù (Un Mexicano a la corte de Re Arturo, Mex, col, 98m.) D: Emilio Gonzales. Emilio Gonzales, Pablo Gonzales, Estrelita Gonzales.

[Diretto dallo stesso Emilio, il film vede il cugino Pablo in una breve parte e l’esordio della figlia Estrelita. Un Messicano va in Inghilterra e in un museo di armature scontra contro una mazza ferrata svenendo: sogna così di diventare il cavaliere fidato di re Artù... ma si tratterà davvero solo di un sogno?]

1975    Un Messicano contro Godzilla (Katahoi Mexicano huntashu gohai Godzilla, Jpn, col, 213m.) D: Yukio Masahatsumoto. Keyko Kyu, Samaru Sapotzu, Emilio Gonzales.

[In realtà si tratta del film “Hirotiro Sakamuri contro Godzilla”, ma vennero aggiunte delle sequenze con Un Messicano per il mercato internazionale. Godzilla è di nuovo in azione e decide di attraversare l’oceano Pacifico per distruggere il Messico.]

1976    Un Messicano e l’attacco dei Dischi Volanti (Un Mexicano y los Marcianos, Mex, col. 114m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Guillermo Hernandez, Ramona Castro, Felipe Garcia.

[Un Messicano torna in Messico, a Roswell, capitale mondiale degli avvistamenti di dischi volanti. Fa una scoperta sensazionale: in una piramide Azteca si cela una base marziana pronta a dare attacco alla Terra.]

1977    Cucaracha Night Fever (El Malor de la Noche de la Cucaracha, Mex, col, 102m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Sonia Braga, Manolo Mantero, Esteban Correos.

[Un Messicano decide di partecipare a una gara di ballo, ma non sa ballare, decide allora di prendere lezioni, ma ha solo una settimana di tempo se vuole vincere il primo premio. Si rivolge così al vecchio insegnante Manolo (Mantero) che ha dei problemi con la figlia: la piccola non parla mai. Ma Un Messicano scopre che il mutismo della ragazzina è dovuto ad un piccolo trauma subito da bambina. Riuscirà a farla parlare e assieme a lei vincerà il concorso di ballo.]

1978    Un Messicano nella Valle delle Formiche Rosse (Un Mexicano en la vale de los formigon rojo, Mex, col, 104m.) D: Roger Corman. Emilio Gonzales, Peter Bogdanovich, Fernando Calvo.

[Omaggio ai B-Movie sulle radiazioni. In una valle sconosciuta a ogni essere umano, tranne allo scienziato senza scrupoli Manolo (Calvo), vengono effettuati degli esperimenti radioattivi che rendono le formiche rosse assetate di sangue. Queste escono subito dalla valle per attaccare gli uomini, ma Un Messicano si trova in vacanza all’imboccatura della valle...]

1980    Un Messicano alle Olimpiadi (Un Mexicano a las Olimpiades, Mex, col, 82m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Susana Rey, Paloma Delgado.

[A Un Messicano viene chiesto di andare alle Olimpiadi per rappresentare il Messico, ma il suo fisico grassoccio non lo favorisce di certo...]

1982    Un Messicano - Il musical (Un Mexicano - El Musical aka: La Cucaracha, Mex, col, 132m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Tim Rice, The Kiss, Barbara Straisand, Still Crosby Nash & Young.

[Un Messicano esce dal carcere per il possesso illegale di asinello, ma il suo burrito Lorenzo gli è stato sequestrato fino a quando non troverà le pesetas necessarie per riscattarlo. Decide quindi di organizzare un concerto per racimolare i soldi e di chiedere aiuto a qualche suo amico.]

1983    20th Anniversary Tribute Concert to Un Mexicano - Live In Aguacaliente (El Concerto Tributo para el Ventesimo Compleaño de Un Mexicano - Desde el Vivo in Aguacaliente, Mex, col & b/w 197m.) D: Pablo Gonzales. Rodrigo Esteban, Pink Floyd, Tim Rice, The Kiss, Barbra Straisand, Still Crosby Nash & Young, Lou Reed, Devo.

[Film concerto.]

1985    Un Messicano Viaggia nel Tempo (Un Mexicano Viaja en el Tiempo, Mex-Usa, col 128m.) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Ramon Peñales, Maria Conchita Alonso.

[Un Messicano si rende conto di aver visitato ormai tutti i paesi del mondo e si annoia perché non trova più nessuno stimolo esterno. Decide quindi di andare a trovare il suo amico Manolo (Peñales), uno scienziato di fama internazionale che ha appena terminato la costruzione di una macchina del tempo. Si offre quindi volontario per sperimentare la macchina e andare un po’ qui e là attraverso i secoli: fra tutti i periodi spicca l’episodio di Un Messicano nel West.]

1992    Un Messicano e il mistero del Drago d’oro (Un Mexicano y el misterio del Drago de oro) (Incompiuto) D: Pablo Gonzales. Emilio Gonzales, Rodrigo Esteban, Tara Conchita.

[Sono sparite due preziosissime statue raffiguranti un Drago D’Oro e il proprietario manda a chiamare Un Messicano per sfruttare le sue capacità deduttive. Questi si fa accompagnare dall'amico Manolo (Esteban), noto collezionista d’arte, il quale scopre che le due statue non valgono assolutamente nulla. Perché allora il proprietario le rivuole con così tanta apprensione? Non è possibile che il terzo dragone - che viene consegnato a Un Messicano in una sala da tè - sia una chiave funzionante solo se affiancata agli altri due dragoni?]
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sabato, 12 maggio 2007

Settembre 2000
A Pablo e Emilio Gonzales


    Emilio Gonzales nasce il 22 Maggio 1924 ad Aguacaliente, in Messico, da una famiglia di allevatori di bestiame dal passato rivoluzionario. La sua infanzia la trascorre nella fattoria dei genitori, fino a 16 anni, età in cui prende la decisione della sua vita: in occasione della sagra di Aguacaliente assiste a una rappresentazione musicale di “Romeo y Julieta”, portata in scena da una compagnia di mariachi itinerante e decide di seguire il gruppo per imparare il mestiere.

    Nel giro di pochi anni si sparge di villaggio in villaggio la leggenda di un bel ragazzotto dalla voce incantatrice e dal talento poliedrico. La sua carriera è però costantemente messa in pericolo dalla passione per il gioco e i soldi altrui, nonché dalle ottime capacità di reggere l’alcol. A 24 anni è già stato giudicato da vari tribunali del Paese per piccoli furti, due rapine di banche, numerose ubriacature moleste e per truffa al gioco. Un po’ per il suo fascino e i modi galanti che incantavano le mogli di giudici o tutori della legge, un po’ per le pressioni di cariche istituzionali molto in alto che ben conoscevano le doti di Emilio, non sono mai stati presi grossi provvedimenti nei suoi confronti. Due anni dopo sposa il suo grande amore: la più bella attrice di teatro del Paese in quel periodo, Carmen Gutierrez che gli regala il piccolo Emilio Jr. lo stesso anno, a cui seguirà due anni dopo la nascita di Pepito e, nel ‘53 Estrelita, l’unica che seguirà le orme paterne con discreto successo.

    Nel 1951 a 27 anni diventa primo attore del ‘Teatro Nacional de Ciudad del Mexico’ inanellando continui successi sia in spettacoli musicali che classici di prosa. La sua fama è pari a quella che, qualche decennio prima, aveva immortalato Rodolfo Valentino, e la sua estrazione basso-popolare lo rende particolarmente vicino alla povera gente: quando il suo cachet raggiunge il massimo per un attore di teatro, continua a tenere spettacoli gratuiti nelle piazze assieme all’inseparabile Carmen. La loro è la coppia più invidiata e più amata del Messico.

    Qualcuno dice che la sua popolarità fosse ammirata anche da Walt Disney, il quale decise, nel 1954 di dedicare a Gonzales un cortometraggio animato ormai giudicato irreperibile: Loco, el perro y Un Mexicano a la riscossa. Dietro il personaggio di Emilio la voce di un’altro grande estimatore del Nostro: Orson Welles che pare si fece sottopagare pur di cedere la voce ad uno dei suoi attori preferiti (Emilio Gonzales doveva interpretare la parte di Sancho Panza nell’incompiuto Don Quichote di Welles).

    Il successo che ebbe in patria quel cortometraggio (pur non essendo mai stata accertata l'origine dell’ispirazione di Disney) fu tale da far entrare in testa ad Emilio il tarlo del cinema. Solo nove anni dopo, nel 1963, Emilio riesce a realizzare questo sogno alla giovane età di 39 anni. Reduce infatti da una trionfale turné negli Stati Uniti (Texas e California), con la shakesperiana “Muy Rumor por Nada” (alla quale aggiunge, ogni sera, un secondo spettacolo gratuito fra osterie, fiere o piazze, improvvisando canzoni, sketch comici e acrobazie) non incontra alcun ostacolo al suo progetto cinematografico e i mecenati fanno la fila per figurare come ‘sponsor’ del primo film di Emilio.

     Si tratta di Un Mexicano todo loco nel quale fa coppia con la bella Carmen e viene diretto dal cugino Pablo, alla sua prima regia dopo qualche anno di tirocinio come cameraman per emittenti americane. Il successo supera ogni più rosea prospettiva e viene replicato immediatamente, l’anno dopo con Un Mexicano colpisce nuevamente: stesso cast e sempre il cugino Pablo alla regia (ruolo che ricopre in quasi tutti i film della serie). L’antagonista è il bravo Rodrigo Esteban, un caratterista che, grazie ai molti anni di collaborazione con Emilio a teatro, sa perfettamente adeguarsi al ruolo di spalla dell’istrionico protagonista.

    Qualche mese dopo la première del secondo film, una tragedia si abbatte su Gonzales: la moglie Carmen muore giovanissima a causa di una letale e rapida forma influenzale. Il Paese si unisce al lutto di Emilio la cui recitazione spensierata non sarà più lo stessa.

    Dopo due anni di pausa esce quello che doveva segnare il ritorno "impegnato" di Emilio, Un Mexicano en Mexico. Storia epico-romantica sullo sfondo di gesta zapatiane,
il film è un omaggio alla moglie scomparsa. Fu un fiasco clamoroso perché il pubblico abbinava il nome di ‘Un Messicano’ alle gesta comico-avventurose del solitario messicano e il suo burrito Lorenzo. Alla fine delle riprese il fedele Rodrigo Esteban, che qualche mese prima aveva intrapreso la carriera politica, viene eletto sindaco di un piccolo paese del centro Messico e abbandona le scene pur rimanendo fedele amico e consigliere di Emilio.

    Quello che da molti viene considerato il massimo capolavoro della serie di Un Messicano, esce due anni dopo: Un Mexicano en lo espacio. Ispirato al film dello stesso anno “2001: Odissea nello spazio”, unisce la comicità ormai classica delle prime due pellicole di Gonzales a un surrealismo naif senza pari: celeberrima la scena - ammirata anche da Kubrick - in cui Un Messicano galleggia nello spazio sulle note de La Cucaracha.

    Il successo spropositato di Un Mexicano en el espacio eccita i due cugini Gonzales che sfornano immediatamente gli esilaranti: Un Mexicano mas loco del mundo e Un Mexicano muy inguaiado, entrambi del ‘69.

    Venne il turno del "dittico" definito ‘Un Messicano in vacanza’. Si tratta di Un Mexicano a Los Angeles e Un Mexicano a Nueva York. Il primo fu un trionfo senza pari, e a tutt’oggi nessun film messicano ha mai incassato così tanto. Il film è la consacrazione definitiva di Emilio, che a 46 anni può anche permettersi di cedere alle lusinghe del re della Pop-Art, Andy Warhol che lo vuole assolutamente per un suo progetto: il fisico di Emilio si è ormai lasciato plasmare da una dieta a base di tequila e burritos, e la sua possanza è l'ideale per la pellicola di Warhol. Il film non ha purtroppo un grande successo, a causa per lo più del montaggio poco convenzionale che il regista impone: le 13 ore circa di virtuosismi warholiani costituiscono il grosso handicap di Un Mexicano - de Andi Uàrol.

    Emilio entra in una crisi depressiva dalla quale esce solo due anni dopo. Con rinnovato vigore artistico inanella un succrsso dopo l'altro: affronta non dei comuni vampiri, bensì Dracula in persona, interpretato da un Christopher Lee in ottima forma (Un Mexicano y los vampiros, 1973).
Incontra Artù e i cavalieri della tavola rotonda (Un Mexicano a la corte de Re Arturo, 1975), l’unico film di cui firma anche la regia. Suo cugino Pablo partecipa in un breve cameo, mentre la figlia Estrelita è la giovane protagonista femminile.
Sconfigge Godzilla in un film giapponese (Katahoi Mexicano huntashu gohai Godzilla, 1975). In realtà si trattava di Hirotiro Sakamuri contro Godzilla, ma venne ingaggiato Emilio Gonzales per girare delle sequenze aggiuntive con il personaggio di Un Messicano e raggiungere così un mercato più vasto.
E ancora, salva la terra da un attacco di alieni (Un Mexicano y los Marcianos, 1976).

    Il 1977 è l’anno di John Travolta e del suo “Saturday Night Fever” e Emilio interpreta Un Messicano in vena di ballare in El Malor de la Noche de la Cucaracha, dello stesso anno, con una giovanissima Sonia Braga, nota attrice brasiliana. La musica da discoteca gli risveglia la mai completamente sopita passione per la canzone e decide di rispolverare la sua chitarra mariachi (e le corde vocali) per realizzare un film musicale di Un Messicano, progetto che lo terrà impegnato per ben cinque anni, durante i quali convoglierà ogni guadagno in direzione del musical. Come accadde per il cachet di Un Mexicano en la vale de los formigon rojo, 1978 (diretto dal veterano Roger Corman e con la partecipazione di Peter Bogdanovich: un simpatico omaggio ai b-movie sulle radiazioni mutanti) e Un Mexicano a las Olimpiades, del 1980 (film minore che vede Un Messicano alle prese con varie discipline sportive).

    Due anni dopo vede finalmente la luce lo spettacolare musical: Un Mexicano - El Musical (aka: La Cucaracha) che vede molti ospiti e amici di Emilio alle prese con una spensierata rivisitazione musicale delle gesta di Un Messicano.

    L’anno dopo si riunisce il cast del film, più qualche altro ospite musicale, per prestare omaggio alla figura di Un Messicano nel concerto tributo a Emilio: El Concerto Tributo para el Ventesimo Compleaño de Un Mexicano - Desde el Vivo in Aguacaliente. Il concerto, registrato dal vivo nel paese natale di Emilio, raggiunge il momento più toccante quando sul palco sale per rendergli omaggio Rodrigo Esteban, il suo alter ego durante gli anni della gavetta.

     In questi anni, Emilio combatte e vince la propria battaglia contro l'alcol, smettendo definitivamente con l’amata tequila. Il suo ritorno sugli schermi è del 1985, anno in cui il successo di Zemeckis con "Ritorno al Futuro" lo stuzzica a replicare con Un Mexicano Viaja en el Tiempo, ma Emilio si sente stanco e gli spettatori se ne accorgono. Senza l’aiuto del bere è facile preda di crisi depressive e il fantasma dell'indimenticata moglie è sempre presente. Il baratro in cui cade dura per ben cinque anni.

    Gli ultimi mesi del 1991 lo vedono riaffrontare la vita con un nuovo progetto. L’aiuto morale gli viene dall’amico di sempre Esteban che promette a Emilio di tornare a recitare in coppia con lui. Il film (un misterioso intrigo ambientato in Cina) comincia le riprese nei primi giorni di dicembre, ma Un Mexicano y el misterio del Drago de oro non vedrà mai la luce. La sera del 21 Gennaio 1992, Emilio Gonzales muore in un incidente automobilistico a 68 anni.

    Il cugino Pablo e l’amico Rodrigo hanno creato la “Fondacion Emilio Gonzales” che si occupa di divulgare e tenere viva la memoria e l’opera di questo straordinario personaggio, attore, musicista, cantante, ma soprattutto uomo.


Il marchio “Un Messicano” e “U.M.” sono © Eredi Gonzales

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sabato, 05 maggio 2007

con Emilio, 01 Gennaio 2004

Frotte di froci frastornati

frullarono in Francia

frugali frammenti

di frumento fragrante

e frissero in fretta

un frappè freddo

di frutta fresca

friabile e frastagliata.
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